.
Annunci online

pippoz
architetto & designer
1 agosto 2007
CORRIERE DELLA SERA - FILIPPO ZORDAN o EMANUELE HAX?
 
Milanesi scatenati su Second Life
Tatuaggi, magliette: il business è virtuale
Tre storie di giovani imprenditori che si divertono e guadagnano
«Ho progettato edifici, questa esperienza mi aiuterà nella vita reale»
 
Neanche due settimane fa, il 19 luglio, la discoteca Hollywood è sbarcata su Second Life. Si racconta che 150 avatar (le rappresentazioni grafiche degli utenti del noto gioco di simulazione) abbiano fatto baldoria per tutta la notte. Non che 150 sia un gran numero: il mondo virtuale per eccellenza vanta oggi 8,5 milioni di iscritti: tantissimi se si pensa che un anno fa la quota ammontava a 500 mila. Ma l'approdo su Second Life dello storico club di corso Como è un buon esempio di come costruirsi una copia sull'universo inventato nel 2003 dalla società statunitense Linden Lab stia diventando sempre più un modo per farsi pubblicità. «Certo, che servisse un clone dell'Hollywood è una notizia terribile — ironizza un musicista milanese che nella Seconda Vita si chiama Sm Thibaud —. Se devo usare un'interfaccia digitale per stare a Milano, tanto vale che esca di casa». Che cosa combinano, allora, i nostri concittadini sul pianeta in 3D più quotato del momento? «Ultimamente sto frequentando Mesa, una comunità di indiani d'America o presunti tali — continua Sm Thibaud —. E giro per parchi: sono stupefacenti. In particolare Acropolis, dove si organizzano visite guidate su oggetti volanti».
Nella realtà fatta di pixel, però, non ci si diverte soltanto. L'iscrizione a Second Life è gratuita, dopodiché, per fornire un appartamento o degli abiti al proprio alter ego sintetico e consentirgli una certa libertà di movimento, sono necessari soldi veri. La moneta corrente è il Linden Dollar: con un dollaro Usa se ne comprano 270. E così anche qui c'è chi spende e chi fa affari. Sm Thibaud ha aperto un tattoo shop che gli frutta sui 150 euro al mese. «Disegno tatuaggi per avatar — spiega —. Per ora con il ricavato sto acquistando appezzamenti di terra virtuali, magari un giorno riconvertirò tutto in denaro. Spesso i clienti mi chiedono il classico segno zodiacale, per poi tornare più volte per degli aggiornamenti: diventano tossici». Niente di cui stupirsi: come ovunque, su Second Life il look è fondamentale. Ci sono locali dove senza il vestito giusto non si riesce a metter piede. «Per questo io e i miei soci stiamo per lanciare la linea di magliette Kamaleòn — afferma Fabio "Rufus" Ranfi, 27 anni, di Milano —. Un'operazione promozionale: vogliamo sfruttare gli ambienti digitali per trovare contatti con l'estero e trasformare Sperimenti MediaService, la nostra casa di produzione video, in una realtà internazionale. A breve inaugureremo un negozio, cosa che sulla Terra non potremmo mai permetterci».
Ecco che cosa regala Second Life: opportunità. Su questa chat visuale, sorta di cartone animato «in progress», i cui personaggi corrispondono a esseri in carne e ossa, la gente spera di realizzare i propri sogni. I detrattori sostengono sia una truffa ai danni dei più ingenui. I sostenitori una miniera di occasioni. Filippo Zordan, 20 anni, studente di architettura al Politecnico di Milano, fa parte della seconda categoria. «Second Life può aprirti strade che nel mondo reale ti sono precluse — osserva —. Io ci sono entrato la prima volta sei mesi fa e ho già ricevuto diverse offerte di lavoro. Ho progettato edifici virtuali, il discoclub Spicy e l'isola di Horan. Tutte esperienze che mi sono servite per migliorare le mie capacità. E che sono convinto mi aiuteranno a fare carriera nella vita vera».
Raffaella Oliva
01 agosto 2007



permalink | inviato da pippoz il 1/8/2007 alle 15:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa
sfoglia
  

Rubriche
Link
Cerca

Feed

Feed RSS di questo 

blog Reader
Feed ATOM di questo 

blog Atom
Resta aggiornato con i feed.

Curiosità
blog letto 49170 volte

 








My indirizzo msn:

pippoz87@hotmail.com 

Il camionista accende la radio
e cala la notte,
le luci sulla strada sono come i sogni,
si avvicinano adagio e quando arrivano
tornano ad andarsene.


Nella cabina c’è il poster della ragazza di Playboy,
lei lo guarda fisso, non lo lascia dormire,
lui sa che queste non sono grandi cose,
ma sono i suoi sogni,
quei piccoli sogni che aiutano anche loro a vivere.

Lei ha appeso una foto mia sopra il letto,
io so che a suo padre non piace, ma resto lì,
crocifisso sulla parete senza poter far nulla,
mi limito a guardarla fisso quando va a dormire.
Lei sa molto bene che queste non sono le grandi cose,
ma sono i suoi sogni,
quei piccoli sogni che aiutano anche loro a vivere.

Mia madre metteva fiori alla foto di papà
e lo guardava fissamente prima di dormire,
lei sapeva che quelle non erano grandi cose,
ma era il suo sogno,
quei piccoli sogni che aiutano anche loro a vivere.

Ho un cappello, una paio di stivali, il mio amore e la mia
chitarra,
lei mi guarda fisso e non voglio dormire,
so che non sono grandi cose, ma sono i miei sogni,
quei piccoli sogni che mi aiutano anche loro a vivere.

E così mi perdo camminando
quando cala la notte,
le luci della strada sono come i sogni,
si avvicinano lentamente e quando arrivano ritornano via
sono i piccoli sogni che aiutano anche loro a vivere,
aiutano a vivere.

Disclaimer


L'autore dichiara di non essere responsabile
per i commenti inseriti nei post.
Eventuali commenti dei lettori,
lesivi dell'immagine o dell'onorabilità
di persone terze, non sono da attribuirsi
all'autore, nemmeno se il commento viene
espresso in forma anonima o criptata.

Questo blog non rappresenta una testata
giornalistica poiché viene aggiornato
senza alcuna periodicità. Non può pertanto
considerarsi un prodotto editoriale ai sensi
della legge n. 62/2001.

Le immagini pubblicate sono quasi tutte
tratte da internet: qualora il loro uso
violasse diritti d'autore, lo si comunichi
all'autore del blog che provvederà alla loro
pronta rimozione.




IL CANNOCCHIALE